Alluvione in Emilia Romagna: La Storia di Giuliana Bordin

Lutto e Abbandono a Sant’Agata sul Santerno: un anno dopo l’Alluvione in Emilia Romagna

L’Inondazione Devastante

Giuliana Bordin, residente di Sant’Agata sul Santerno, durante la tragica alluvione in Emilia Romagna, ha perso il marito Giovanni Sella durante l’inondazione. Giovanni, invalido e confinato a un letto con sbarre, non ha ricevuto aiuto in tempo e ha perso la vita annegando. Giuliana racconta la sua drammatica esperienza, descrivendo il caos e la paura di quei momenti e l’assenza di assistenza adeguata per i disabili nel comune.

Perdite e Difficoltà Economiche

Giuliana, che compirà 89 anni a giugno, ha speso tutti i risparmi di una vita per riparare i danni alla casa: 49.000 euro per rimuovere il fango, asciugare i muri, sostituire porte e mobili. Ora vive con una pensione combinata di 930 euro al mese e non riceve l’accompagnamento perché riesce ancora a muoversi con un girello. Lamenta la mancanza di sostegno dal governo, sia durante l’alluvione che nelle fasi successive.

L’Impatto dell’Alluvione

Devastazione su Larga Scala

L’alluvione ha avuto un impatto devastante su un vasto territorio, da Bologna a Ravenna, causando 36.000 sfollati, chiusura di 500 strade e innumerevoli frane. I danni economici ammontano a 10 miliardi di euro e le vittime sono state 17, tra cui Giovanni Sella. La distruzione ha colpito anche le attività agricole e zootecniche, con campi allagati e animali affogati.

La Vita Dopo l’Alluvione

A Sant’Agata sul Santerno, il municipio e altri servizi pubblici sono stati trasferiti in strutture temporanee. Le forti piogge continuano a spaventare i residenti, che cercano rifugio in zone elevate. Anche le attività commerciali e i servizi comunitari, come la biblioteca e la posta, operano in condizioni precarie.

Ricostruzione e Sfide

Il Ritorno alla Normalità

Il ritorno alla normalità per Sant’Agata sul Santerno è stato lento e doloroso. Il municipio è ancora chiuso e gli uffici comunali sono stati trasferiti nella scuola locale. La posta è stata sistemata in un container e la biblioteca in una roulotte. Ogni volta che piove forte, i residenti si spostano verso le aree più alte del paese, le uniche scampate al disastro.

La Solidarietà tra i Residenti

Durante i giorni del Gran Premio di Imola, l’Hotel Cavallino ha ospitato 250 sfollati, tra cui famiglie con bambini. Il proprietario dell’hotel, Marco Mainetti, racconta di come ha cercato coperte in cantina per i nuovi ospiti. Alcuni sfollati sono riusciti a trovare alloggi popolari, mentre altri, come il signor Nevio con i suoi problemi di salute, sono rimasti nell’hotel. Il calore umano e la solidarietà tra i residenti hanno permesso a molti di trovare un rifugio temporaneo e di riprendere lentamente la propria vita.

L’Impresa di Ricostruzione

La storica casa editrice Ponte Vecchio, duramente colpita dall’alluvione, è stata salvata grazie all’aiuto dei volontari e alla determinazione della famiglia Casalini. Tuttavia, molte case sono ancora piene di fango e abbandonate da chi non può permettersi la ricostruzione. La Regione ha stanziato i primi fondi d’emergenza, fino a un massimo di 5.000 euro per famiglia, ma sono rimasti solo acconti. Chi ha ricostruito in fretta ora deve affrontare il problema dell’umidità che riaffiora dalle pareti.

La Frustrazione dei Residenti

La sindaca di Conselice, Paola Pula, descrive la situazione di sfiducia tra i residenti. Il paese è stato letteralmente sommerso dall’acqua e gli aiuti iniziali sono finiti rapidamente. “Siamo stati il catino dell’alluvione”, afferma la sindaca. La lentezza della piattaforma per richiedere i rimborsi aggrava ulteriormente la frustrazione. Anche se il commissario alla ricostruzione, Francesco Figliuolo, ha cercato di rassicurare la popolazione affermando che gli assegni stanno arrivando, il processo è ancora troppo lento e sta causando ulteriori danni alle terre alluvionate.

Le Sfide Future

Il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, sottolinea l’urgenza di passare dalle parole ai fatti. A gennaio, Giorgia Meloni e Ursula Von der Leyen avevano annunciato l’accordo per destinare 1,2 miliardi di euro di fondi PNRR alle zone alluvionate, ma il decreto attuativo per sbloccare queste risorse non è ancora stato approvato. Il credito d’imposta per famiglie e imprese alluvionate è stato istituito, ma mancano ancora i provvedimenti attuativi. E, a distanza di un anno, il risarcimento del 100% dei danni promesso dal governo non è stato realizzato. È difficile spiegare a chi ha perso tutto che non ci sono ancora fondi disponibili per ricomprare anche solo i beni di prima necessità.

Conclusione

Per Giuliana Bordin e molti altri come lei, la speranza di un ritorno alla normalità è ancora lontana. Le promesse non mantenute e la burocrazia lenta continuano a pesare su una popolazione già provata.

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